Visualizzazione post con etichetta Pagelle. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pagelle. Mostra tutti i post

domenica 5 febbraio 2012

Roma-Inter: le pagelle. Borini, la partita perfetta. E' tornato anche Bojan!

Stekelenburg 6.5: impensierito solo una volta e da un tiro dalla distanza di Milito, dà sicurezza ai propri compagni di reparto, che spesso si rifugiano tra i suoi piedi in caso di difficoltà. Nessun problema: sa anche impostare.

Taddei 7: nonostante sia dirottato sulla destra, spinge come un forsennato e mette in seria apprensione Nagatomo.

Heinze 7: torna in campo e la Roma ritrova la vittoria e soprattutto i punti. Un caso?

Juan 7.5: ha il merito di sbloccare la gara con il terzo gol di testa in pochi giorni. Addirittura fantastico, quando con un sombrero, da ultimo uomo, si sbarazza di Pazzini. Incomprensibile come possa inanellare prestazioni meravigliose come quella contro l'Inter e assolutamente inguardabili come quella contro il Cagliari. Intermittente.

José Angel 6: schierato titolare a sorpresa, ha lungo la sua fascia un cliente piuttosto scomodo come Maicon. Completamente annullato. Se riuscisse a trovare la precisione giusta anche al momento di crossare, potremmo parlare di un calciatore sulla via del recupero.

Pjanic 7: solita classe, insaporita dal giusto grado di determinazione e incisività. Danza sul pallone: è un piacere vederlo giocare.

De Rossi 7: con lui in campo, inutile sottolinearlo, è tutta un'altra Roma. Perfetto in fase di non possesso, durante la quale si abbassa, diventando il terzo centrale di difesa e dando maggiore stabilità alla retroguardia. Arma in più anche in fase di impostazione e sui calci d'angolo, durante i quali chiama su di sé diversi marcatori e riesce a liberare almeno un saltatore.

Gago 6.5: in posizione di intermedio di centrocampo torna a macinare chilometri e a recuperare palloni. Si conferma più a suo agio nel ruolo di interdittore che in quello di play. Bentornato!
(24' st Simplicio 6: entra a risultato pienamente acquisito e deve solo controllare la situazione. Lo fa in maniera impeccabile)

Totti 7: il colpo di tacco che smarca Lamela, al 10' del primo tempo, varrebbe da solo voto e prezzo del biglietto. Il Capitano, però, è tanta e altra roba. Sventagliate di destro e di sinistro a liberare gli esterni, recuperi in difesa. E' sempre indispensabile.

Lamela 6: continua il lungo letargo del talento argentino. Gioca a sprazzi, ma è lontano dal Lamela che tutti abbiamo ammirato tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012. 
(27' st Bojan 6: prova a dare una sterzata alla propria stagione e ci riesce trovando un gol bellissimo, fatto per metà di cattiveria e per metà di grande classe. Con un Borini in questo stato, comunque, il posto da titolare appare sempre più un miraggio)

Borini 8: "La giornata perfetta". Se gli avessero chiesto di scrivere un racconto, intitolato in questo modo, nemmeno lui, l'avrebbe reso con questa intensità. Doppietta decisiva e solita, immensa, straordinaria voglia di sacrificarsi per la squadra. Semplicemente perfetto.
(33' st Piscitella 6: esordio in Serie A. Basterebbe questo. Ma bisogna aggiungere anche un assist a Bojan...)

All. Luis Enrique 7: la squadra gioca con la qualità e l'aggressività che chiede il tecnico. Ora, però, bisogna concentrarsi sui 20 minuti di Catania: c'è un terzo posto da agguantare.

mercoledì 1 febbraio 2012

Cagliari-Roma: le pagelle. Una beffa senza precedenti

Stekelenburg 5: lascia il campo con quattro gol sul groppone, anche se sembra aver responsabilità solo su uno: il terzo. Prima accenna l'uscita, poi lascia a Thiago Ribeiro lo spazio per calciare a rete. Una brutta serata.

Rosi 5: gravissimo l'errore sul secondo gol del Cagliari, quando non chiude la diagonale sul movimento di Pinilla. Gli errori principali, comunque, li commette in fase di impostazione e soprattutto di conclusione. Clamoroso il tiro spedito alle stelle che poteva valere tranquillamente il 3-3. Non ci siamo.

Juan 6: segna il suo secondo gol in campionato in poco meno di dieci giorni e sembra dirigere con autorità la difesa. Ma se il leader della retroguardia deve essere lui, diventa dura.

Kjaer 5: sembra quasi inutile continuare a commentare le sue prestazioni. Mostra i soliti limiti, anche se sul gol di Pinilla ha l'unica colpa di tenere in gioco il calciatore cileno.

José Angel 5: tanto dinamismo, ma poca qualità. Non riesce a mettere un cross, degno di questo nome. Non rincorre nemmeno gli avversari. Pessimo.

Gago 5: ha sulla coscienza il 3-2 del Cagliari. Un'ingenuità enorme perdere un pallone così importante, nella zona centrale del campo, lasciando libero Daniele Conti di far partire il contropiede. Sbaglia troppo, anche se ci mette tutto quello che ha.

Pjanic 6: suo il calcio di punizione, potentissimo, che porta al'1-2 di Borini. Suo anche l'altro calcio di punizione, che Micheal Agazzi può solo guardare: forse l'azione più nitida dei giallorossi per arrivare al pareggio. Predica nel deserto.

Simplicio 5: non dà né equilibrio, né spunto in attacco. Ennesima brutta prestazione.
(23' st Greco 5: incide, ma in negativo) 

Lamela 5: non gli riescono più neanche le cose più semplici, ma dobbiamo avere la pazienza di aspettarlo. Si riprenderà sicuramente.  
(35' st Bojan 5: ha giocato? E chi l'ha visto...)

Totti 6: regala i soliti assist, smarcando soli davanti al portiere Rosi, Pjanic e Borini. Non basta? Allora ci mette la faccia anche in mix zone. Capitano vero. Unico e solo.

Borini 6: non sarà cattivo come Osvaldo e forse non avrà la stessa tecnica di Bojan, ma continua a restare l'elemento più pericoloso dell'attacco giallorosso. Un gol, un miracolo di Agazzi e tantissimo lavoro senza palla. A noi piace.

All. Luis Enrique 6: se c'è un errore da imputargli è sicuramente quello di lasciare in panchina Heinze, preferendogli uno tra Juan e Kjaer. Per il resto la squadra gioca, non segna, ma mostra tante, troppe amnesie difensive. Houston abbiamo un problema.

domenica 29 gennaio 2012

Roma-Bologna: le pagelle. Bojan e Lamela gravemente insufficienti

Stekelenburg 6.5: sul gol di Di Vaio può davvero poco. Si riscatta qualche istante più tardi, negando sempre al numero nove del Bologna, a mano aperta, la rete del possibile 2-1. Ancora uno dei migliori.

Rosi 6: spinge tanto, come al solito, ma appare un pò meno lucido, soprattutto in fase di impostazione. Comunque in crescita.

Heinze 6.5: si conferma in grandissima condizione. I suoi avversari diretti, infatti, devono attendere la fine della gara per riuscire a vedere almeno il colore del pallone. Fantastico, nel primo tempo, quando in scivolata si immola su una conclusione di Di Vaio e fa ripartire la squadra in contropiede. Imperioso negli stacchi di testa, grintoso quando e quanto serve. Ce ne vorrebbero un paio come lui.

Juan 5: più svagato rispetto alle ultime uscite, buca in occasione del gol di Di Vaio, non arrivando ad intercettare il rinvio, piuttosto semplice da leggere, addirittura di Gillet. Qualche istante prima, però, aveva salvato sullo stesso ex Parma a porta vuota. Da rivedere.

Taddei 5.5: sulla sinistra dà sostegno, ma non sa rendersi pericoloso quando servirebbe piazzare l'accelerata decisiva. E' brutto da dirsi, ma sembra non conoscere il modo di chiudere la diagonale difensiva. Comprensibile: in fondo, fino a qualche settimana fa, era un centrocampista...

Gago 5.5: confusionario, lento e nervoso non riesce a dare le geometrie necessarie alla squadra e spesso, in difficoltà, rilancia il pallone in avanti sperando accada qualcosa. Meglio da intermedio.

Pjanic 6.5: è in grande spolvero e si vede. Si inventa un gol su punizione da cineteca e poi, dopo uno slalom esaltante, conclude di potenza chiamando Gillet al miracolo. Peccato che Simplicio non riesca ad approfittare del facile tap in.
(33' st Perrotta 6: ogni qualvolta la Roma è in difficoltà, Luis Enrique lo chiama in causa, sperando nella sua esperienza. Il tempo a disposizione è poco e SuperSimo non può inventarsi nulla di risolutivo)

Greco 5: arranca, surclassato dal dinamismo e dalla densità del centrocampo bolognese.
(16' st Simplicio 5: la sua mezz'ora di gara è tutto in quel piattone, sulla respinta di Gillet, che finisce sull'esterno della rete. Se fosse riuscito a metterlo in porta, staremmo parlando di un'altra gara. La sua, come quella della Roma)

Lamela 4.5: è rimasto a Torino, attaccato ai pantaloncini di Chiellini. Non entra mai in partita. Sarà difficile crederci, ma l'Olimpico non trema.
(16' st Bojan 4.5: questa dovrebbe essere la sua gara: spazi intasati e possibilità di mettersi in mostra per i brevilinei e i dribblomani. Appena entrato spreca un assist al bacio di Totti, poi si spegne minuto dopo minuto. Involuzione incredibile)

Totti 6: punto nell'orgoglio dalle dichiarazioni di Diamanti, ci prova da ogni posizione. Un po' di sfortuna, un po' di imprecisione non gli permettono di gonfiare la rete. Le azioni più pericolose dei giallorossi, però, partono sempre tutte dai suoi piedi.

Borini 5: non è il London che tutti abbiamo imparato ad amare. Lotta, morde, corre, si arrabbatta, ma non arriva mai alla conclusione pulita in porta.

All. Luis Enrique 6: sceglie l'undici migliore a disposizione e ha il coraggio di sostituire Lamela, togliendo alla squadra la sua imprevedibilità, che pur stentava ad accendersi, per inserire un Bojan carico di responsabilità. Prima rimonta italiana, peccato non si completi a dovere.



martedì 24 gennaio 2012

Juventus-Roma: le pagelle. Kjaer pessimo, ma l'autogol non si era estinto?

Stekelenburg 5: i tre gol subiti pesano sul giudizio finale. Incolpevole su tutte le reti della Juventus, soffre i movimenti e i retropassaggi di Kjaer. Ha avuto giornate migliori.

Taddei 5: soffre tantissimo la velocità e la freschezza di Estigarrabia, nel secondo tempo prende coraggio, ma scivola e sbaglia in continuazione l'interpretazione della diagonale.

Heinze 6: annulla completamente Borriello, ma non può marcare anche Kjaer.

Kjaer 4: continua ad interpretare malissimo tutte le situazioni difensive. Di nuovo come con la Fiorentina e l'Udinese, insegue l'uomo e cade nell'elastico di Giaccherini. Chiude meravigliosamente con un autogol, in un momento storico del calcio, in cui l'autorete è quasi estinta. E' giovane e deve imparare, ma non a discapito della Roma.

José Angel 4.5: ma dove è finito l'esterno tutta corsa e grinta di inizio stagione? Non spinge, non copre. Gigioneggia.

Gago 6: cresce di minuto in minuto ed è l'unico a provare a mettere in difficoltà Storari, con qualche tiro dalla distanza. E' l'ultimo a mollare.

Pjanic 6: l'impressione è che affrontare faccia a faccia Pirlo non sia proprio il massimo della vita. Non si nasconde e risponde di spada.  

Simplicio 5: sempre impreciso, non aggiunge nulla e non chiude un passaggio.
(22' st Greco sv: non incide, ma forse non ne ha il tempo)

Totti 6: il colpo di tacco che smarca Borini vale il biglietto e la serata storta. I fischi dello Juventus Stadium che lo travolgono ogni qualvolta tocca il pallone fanno capire quanto sia ancora decisivo
(26'st Perrotta sv: entra per dare copertura alla squadra sotto di un uomo. Non brilla)

Lamela 4.5: parte benissimo, seminando il panico nella difesa avversaria. Poi cade nelle provocazioni di Chiellini e rimedia il primo rosso della sua carriera italiana. Comunque sanguigno. Per fortuna.

Bojan 5: nel primo tempo tocca lo stesso numero di palloni del raccattapalle con cui condivide la fascia. Nella ripresa non scende proprio in campo. Pessimo.
(12'st Borini 5.5: ribaltare una gara del genere è difficile, sebbene nelle sue corde. Qualche minuto per svettare di testa, tirare alto sopra la traversa dopo un'invenzione di Totti e metterci il solito veleno. Non basta, ma è sicuramente più di quello che ha fatto Bojan)

All. Luis Enrique 5: niente esclamazioni, solo interrogativi. Perché cambiare 2/4 della difesa, reparto più affidabile delle ultime gare? Perché mettere Kjaer, centrale lento, impacciato e impaurito contro la squadra più rapida e letale della Serie A? Perché preferire Bojan a Borini? Turn over? Eppure mancano così tanti giorni a domenica: c'è tempo per recuperare...

sabato 21 gennaio 2012

Roma-Cesena: le pagelle. Totti, da dieci in tutti i sensi: è nella storia!


Stekelenburg 6: il gol di Eder, tra l'altro arrivato al termine di una grande giocata, gli rovina l'ennesima giornata da spettatore non pagante. Si rifa qualche minuto più tardi, quando intercetta con la punta della manona, un dribbling del numero 7 bianconero, lanciato solo a rete.

Rosi 6.5: altra partita perfetta. Sull'out scende che è un piacere e finalmente riesce ad inventare anche qualche cross interessante. Ormai è padrone assoluto della fascia destra.

Heinze 6.5: sarà un caso, ma quando c'è lui al centro della difesa, si soffre davvero pochissimo. Specialmente sui calci piazzati: ogni pallone alto è suo. Di diritto.

Juan 7.5: corona una prestazione perfetta con il primo gol in campionato, siglato raccogliendo una corta respinta di Antonioli. Quando decide di giocare non ce n'è per nessuno. Chiedete a Candreva se non ci credete: superato in dribbling, con un colpo di tacco, al limite dell'area di rigore.
(32' st Kjaer sv: qualche minuto per prendere confidenza con la squadra e gli schemi. Mostra sempre i soliti limiti in fase di impostazione)

Taddei 6.5: giornata di poche preoccupazioni: dalle sue parti, infatti, non si corre praticamente nessun pericolo. Il brasiliano è anche libero di affacciarsi in avanti e provare qualche giochino dei suoi. Chiude con la fascia da capitano e per la seconda volta consecutiva. Mica male no?

Gago 6.5: assente De Rossi, è lui ad accomodarsi in cabina di regia, a tirare le leve che manovrano la squadra. Fa il suo compitino senza sbavare e rischiando il giusto. Nella ripresa, dopo l'ingresso di Viviani, si sposta nel ruolo di intermedio: in quella posizione può sfogare tutta la sua grinta.

Pjanic 7: parte da intermedio, chiude nel ruolo di trequartista, regalando assist come fossero cioccolatini. Il primo gol sotto la Sud, poi, non si scorda mai: ci prova col destro, Antonioli respinge alla meglio, ma nulla può sul successivo, potentissimo, sinistro. Difficile ricordare un simile impatto sul campionato italiano di un ragazzo giovanissimo, alla prima esperienza in Serie A

Greco 6.5: mezzo voto in più per l'assist che porta al gol di Borini. Per il resto appare sempre in ritardo e poco pulito. In una vittoria così larga, però, ha anche lui i suoi meriti.

Lamela 7: sessanta secondi e un colpo di tacco sensazionale permette a Totti di siglare l'1-0. Altri quattrocentoventi per il cross che porta alla bomba al volo del Capitano che vale il 2-0. Poi solo giocate che fanno venire la pelle d'oca. Gli manca unicamente il gol.
(7'st Bojan 6.5: si affanna come un dannato e solo uno strepitoso intervento di Antonioli, l'unico della partita, gli nega il gol che potrebbe sbloccarlo. Sarà per la prossima, magari già a Torino)

Totti 10: in soli 7 minuti compie altri due passi nella storia, riscrivendola. Non si stanca mai di far registrare nuovi record, così come non si stanca di correre e sacrificarsi per la squadra. Nella ripresa rincorre per cinquanta metri un emerito sconosciuto, per poi chiuderlo in scivolata, in fallo laterale. Meno male che era finito... 211 messaggi d'amore a chi continua a criticarlo, 266 totali.
(20' st Viviani 6.5: torna nel ruolo che gli risulta più congeniale, quello di playmaker e prova a mettere ordine. La gara, che va spegnendosi, lo aiuta)

Borini 7: corre, lotta, tira, segna. London Borini è sempre decisivo. La Roma, soprattutto in questo momento, non può fare a meno di lui.

All. Luis Enrique 7: la gara di Catania sembra avergli insegnato molto. Fuori Kjaer, Simplicio e Bojan e dentro i più rocciosi Heinze, Greco e Borini. I risultati si vedono e anche i gol, finalmente, che cominciano ad arrivare come il tecnico asturiano, ad inizio stagione, aveva promesso. Adesso sotto con la Juventus.

Arbitro Giannocaro 6: il secondo gol di Totti è in fuorigioco, ma lui non può vederlo e l'assistente non lo aiuta. Non sanziona, però, due interventi in area di rigore che varrebbero il penalty. il primo su un tiro di Pjanic, deviato vistosamente con la mano e una strattonata su Bojan. Il risultato promuove anche lui.

mercoledì 11 gennaio 2012

Roma-Fiorentina: le pagelle. Lamela immenso, ma la vittoria è da dividere a metà con Borini e Perrotta

Stekelenburg 7: pronti-via è chiamato ad un paio di interventi davvero scomodi. Uno sulla conclusione ravvicinata di Ljaic, al quale non concede nemmeno l'angolo, l'altro su un'azione flipper che corre lungo la linea di porta, prima di concludersi tra le sue braccia. Nella ripresa, sulla conclusione a botta sicura di Behrami è salvato in extremis da un compagno. Poi più niente. Solo tanto freddo. Terza gara consecutiva imbattuto.

Cicinho 6.5: Luis Enrique, orfano di Rosi, lo getta nella mischia quasi a sorpresa, preferendo la sua voglia di rivalsa, all'ennesimo spostamento di Taddei a destra. Il brasiliano, sul mercato ormai da mesi e con la valigia sempre pronta per tornare in patria, lo ripaga con una prova tutto sommato sufficiente, senza infamia, né lode. La pessima prestazione di un mese fa, in quel del Franchi, è completamente dimenticata. I fischi dell'Olimpico meno.
(23' st José Angel 6.5: riprende esattamente da dove aveva interrotto la gara contro il Chievo: corsa e quantità. Sembra in ripresa, ma al momento del suo ingresso il risultato è più che acquisito)

Heinze 7: l'impressione è che senza di lui la difesa non possa proprio presentarsi in campo. Dove non arrivano le gambe, ci pensa la voce: scuote e incita i propri compagni di reparto. Sbaglia pochissimo.

Kjaer 5.5: tornare in campo dopo un infortunio muscolare (il secondo al flessore), arrivato nel tentativo di rincorrere un velocissimo Di Natale, non deve essere facile. Soprattutto quando dalla testa, non si riesce a far uscire l'errore che ha condizionato il derby. Nel primo tempo non azzecca un intervento, soffrendo la rapidità e i movimenti di Jovetic e Ljiac. Cresce nella ripresa, insieme al risultato e a tutta la squadra.

Taddei 6.5: tre giorni, 180 minuti, tre cambi di fascia. Con il Chievo ha giocato a destra, con la Fiorentina comincia a sinistra, per poi chiudere, al momento dell'ingresso di José Angel, dalla parte opposto. Eppure il suo rendimento non cambia.

Gago 6.5: titolare dopo più di un mese di assenza, ritrova il suo ruolo più congeniale, quello di playmaker. Inventa le giuste geometrie, ma dà l'impressione di poter osare ancora qualcosa in più.

Viviani 6: la chance che gli concede Luis Enrique è importante e lui prova a sfruttarla al massimo delle sue potenzialità. Ovvio che può fare di più, probabilmente non lo aiuta nemmeno il cambio di ruolo, ma aspettiamolo con pazienza. Diventerà un grandissimo.
(1' st Perrotta 7: il 3-0 finale è per gran parte merito suo e nessuno può negarlo. Dal suo ingresso, la gara della Roma, infatti, subisce come un'impennata. Dinamismo e quantità in ogni zona del campo. Professionista esemplare, non è affatto un rincalzo.)

Greco 5: probabilmente la peggiore gara della sua stagione. Appare statico, meccanico e sulle gambe. Incomprensibile tenerlo in campo 90'.

Bojan 6: meno brillante rispetto al match contro il Chievo, strappa la sufficienza, ma non convince a pieno.
(15' st Borini 7.5: ha voglia di spaccare il mondo e si vede fin da subito. Recupera tantissimi palloni, come fosse un mediano vecchia maniera e sotto porta sembrato torna il cecchino che aveva conquistato Londra e in particolare il quartiere di Chelsea. Serve a Totti un pallone che il Capitano trasforma nell'assist per il 2-0, poi si inventa il gol che chiude la gara. Il secondo in maglia giallorossa. Ben tornato, Fabio!)

Lamela 8: non ci sono più parole per descriverlo. Sigla la prima doppietta con questa maglia, segnando con una tranquillità e una semplicità estrema, due gol che, invece, tanto facili non sono. Continua ad essere decisivo, confermandosi pedina insostituibile di questa squadra. E' il vero crack della stagione.

Totti 7: nonostante non brilli come al solito, alla fine della fiera, si mette comunque in tasca due assist. Oltre ad una quantità di giocate di grandissima classe ed alto coefficiente di difficoltà. Gli manca solo il gol, che Neto, con un grande intervento, gli nega nel primo tempo. Rimane in campo per novanta minuti, come un Capitano vero.

All. Luis Enrique 7: quando ad inizio gara l'occhio ti cade sulla formazioni ufficiali, ti chiedi se un destino beffardo ti abbia portato indietro di un mese. Precisamente a quella nefasta domenica pomeriggio di dicembre, che vide la Fiorentina asfaltare una Roma impaurita e irriconoscibile. Cicinho in campo e Pjanic fuori sembrano le due scelte più discutibili. Il risultato premia le idee del tecnico asturiano, che ancora una volta azzecca anche i cambi. Sempre più padrone della squadra e dell'intero ambiente romano. Chapeaux.

Arbitro De Marchi 6.5: sempre padrone della gara, aiutato anche dall'inerzia del match che non lo mette mai di fronte ad episodi di difficile interpretazione.  

domenica 8 gennaio 2012

Roma-Chievo: le pagelle. Totti, ritardo perdonato. Lamela è il calcio! Bojan deve essere più cinico

Stekelenburg 6.5: inoperoso per gran parte della gara, deve mettere le mani solo su un colpo di testa velenoso di Pellissier. Chiude imbattuto la seconda gara consecutiva. Mica male. 

 Taddei 6.5: destra, sinistra, centro. Mettetelo dove volete, lui sfodererà la solita prestazione di grandissima intensità. Gioca terzino solo da qualche mese eppure sembra correre lungo la fascia da una vita. Non sbaglia una chiusura e in fase propositiva fa impazzire i suoi avversari. Ormai non si può più parlare di sorpresa.

Juan 7: al posto giusto, al momento giusto. Sembra tornato ai suoi grandissimi livelli. L'obiettivo sarà mantenerli il più a lungo possibile.

Heinze 7: guida la difesa con grande maestria e con la solita cattiveria. È indispensabile per questa difesa.

Josè Angel 6: parte timoroso, poi cresce con il passare dei minuti, senza convincere mai fino in fondo. Appare ancora troppo confusionario e poco funzionale alla manovra. L'errore su fallo da laterale che innesca il contropiede del Chievo è da insufficienza grave. Salva il giudizio solo grazie a Moscardelli e al risultato finale. 

De Rossi 7.5: nonostante in questa settimana si sia allenato a singhiozzo si rende protagonista della consueta prova sopra le righe. Esce sfinito e l'Olimpico gli regala un'infinita standing ovation. Gli applausi del suo pubblico, oltre che ringraziarlo, sembrano chiedergli anche qualcosa. La firma. 
(31' st Greco sv. entra in campo subito dopo il raddoppio di Totti. C'è solo da osservare lo scorrere dell'orologio. E aspettare...)

Pjanic 7: un po' più nervoso rispetto al solito e anche meno pulito. Ha dalla sua la grande facilità di intuire il tipo di partita e interpretarla nel modo giusto. Sta diventando inamovibile.

Simplicio 7: quarta partita da titolare ed ennesima prova convincente. In campo a sorpresa al posto di Gago, è il vero cervello del centrocampo giallorosso. Mette lo zampino in ogni azione.
(22'st Gago 6 torna dopo un mese di assenza forzata. Deve riprendere il ritmo partita)

Totti 8: festeggia il ritorno al gol con una maglia splendidamente autoironica. Comprendere la differenza che passa tra il suo essere o non essere in campo è semplice quanto capire la differenza tra la luce e il buio. "Scusate il ritardo". E come non potremmo, Capitano?  (45'st Caprari sv)

Bojan 6.5: ha l'arduo compito di sostituire l'uomo più prolifico di questa squadra, Osvaldo, ma entra in campo senza alcun timore. Manca del cinismo necessario a concretizzare le tante occasioni che gli capitano tra i piedi. Deve crescere.

Lamela 7: questo ragazzo è il gioco del calcio! Parte sulla destra, ma diventa realmente pericoloso sulla sinistra, out lungo il quale si procura anche il calcio di rigore in un'azione molto simile a quella che aveva sbloccato il match del San Paolo. Ogni volta che tocca la palla si ha la certezza che sta per succedere qualcosa. Il bello è che l'argentino non solo è concreto, ma anche bello da vedere. E ha solo 19 anni! 

All. Luis Enrique 7: conferma per 9/11 la formazione di Bologna, dando l'impressione che, infortuni permettendo, avrebbe voluto metterla in campo identica. Non sbaglia nulla, nemmeno un cambio. Finalmente si dimostra pazzo e savio con lo stesso grado d'intensità. Avanti così. 

Arbitro Russo di Nola 5.5: per larghi tratti sembra davvero in confusione, invertendo anche le punizioni più semplici. Assegna due rigori dubbi, bilanciando comunque almeno altre due decisioni errate, sempre in area di rigore.

mercoledì 21 dicembre 2011

Bologna-Roma: le pagelle. Premiato Taddei, in pochi sotto il sette, come Osvaldo

Le pagelle di Bologna-Roma:

Stekelenburg 7: spettatore non pagante nel primo tempo, nella ripresa sfodera tre interventi superlativi. Solo i grandi portieri sanno mantenere la concentrazione anche dopo 45 minuti passati interamente al gelo.


Rosi 7: la maturazione e la crescita di questo calciatore sono evidenti. Inizialmente soffre la pressione di Diamanti, poi gli prende le misure ed è lui a suonare la carica. Va anche vicino al gol. Perfetto.


Heinze 7: guida la difesa con grande sapienza, tenendo alta la linea del fuorigioco. Finalmente attento anche nelle marcature sui calci d'angolo, non disdegna qualche sortita offensiva. E' insuperabile. Diga.


Juan 7: dopo il match di Napoli si rende protagonista di un'altra partita di grande pulizia. Accanto ad Heinze fornisce alla retroguardia una sicurezza che la difesa giallorossa mai in questa stagione aveva mostrato. Ritrovato.


Taddei 7.5: con una splendida volè apre le marcature, segnando il primo gol della sua "nuova" stagione da terzino. Una rete importante, per la squadra, ma soprattutto per lui, che premia un inizio di annata di grande sacrificio. Per il resto non sbaglia nulla: solito dinanismo e solita corsa. Sorriso.


De Rossi 7: continua ad abbassarsi sulla linea dei difensori, svolgendo, a tratti, il ruolo di terzo centrale, in fase di impostazione e di incontrista in fase di copertura. Ancora una volta non gli si può rimproverare nulla. Nè Di Vaio, né Mundigay o Perez vedono mai la palla.


Simplicio 7: terza presenza da titolare e terzo voto ampiamente sopra la sufficienza. Gioca in verticale davanti a De Rossi e si lascia andare anche a qualche meravigliosa leziosità che come recitava una vecchia pubblicità di un thè fa bene qui e qui. Con un colpo di tacco apre la gara e libera al tiro Francesco Totti (miracolo di Gillet), con uno splendido movimento senza palla, innesca il gol del 2-0 di Osvaldo. Mica male per uno che non solo non era stato portato in ritiro, ma che sembrava proprio fuori dal progetto. Con il ritorno di Gago tornerà di nuovo in panca?
(35' st Viviani sv: terza presenza in Serie A. Minuti importanti per acquisire esperienza)


Pjanic 6.5: tra i tre di centrocampo sembra quello leggermente più in difficoltà, ma esce alla distanza. Il modo con cui, nella ripresa, palla al piede, se ne va lasciando ben tre avversari sul posto, è da far stropicciare gli occhi. Il 2012 sarà il suo anno, ne siamo certi.
(26' st Greco sv: entra a risultato ampiamente acquisito e svolge il suo compitino senza sbavature)


Totti 8: altri punti dal suo ritorno in campo: questo per far capire l'importanza del Capitano negli schemi, ma soprattutto nei risultati, della squadra di Luis Enrique. Un solo particolare manca al completamento della festa giallorossa: l'assenza del suo gol.  Ci prova su calcio di punizione, di testa, dalla distanza, sempre senza successo. La sua grandezza sta nel non incaponirsi, nemmeno quando, nel finale, ne avrebbe pieno diritto. Continua comunque a regalare assist e giocate da grandissimo fuoriclasse. Infinito.


Lamela 7: el Coco cresce di partita in partita. La cosa che sorprende di questo ragazzo è la sua maturità tecnica e tattica: ogni numero è finalizzato a qualcosa oltre a essere bello. Impreziosisce la sua prova con l'assist per il gol di Osvaldo. Realtà.
(23' st Bojan 6: con gli ampi spazi lasciati dal Bologna sotto di un uomo e alla ricerca del gol è incontenibile. Non riesce a sfondare, ma è una questione di tempo)   


Osvaldo 7.5: al Dall'Ara, ultimo stadio che lo aveva visto protagonista in Italia, prima del ritorno a Roma, si toglie la soddisfazione di siglare la sua settima bellezza giallorossa. Il record precedente (cinque reti) è ormai dimenticato. E' un bomber: fallisce occasioni clamorose (una incredibile dopo aver saltato addirittura Gillet), ma poi trova il gol più difficile. Deve continuare a fare questo: schiaffarla al di là dei portieri avversari.


All. Luis Enrique 7: è vero, i risultati aiutano, ma bisogna metterci anche qualcosa del proprio affinché le cose vadano per il verso giusto. Confermare dieci-undicesimi della formazione che ha battuto il Napoli è un buon inizio. Tenere Francesco Totti più vicino alla porta avversaria, un ulteriore passo in avanti. Al resto ci pensa la squadra, che si diverte nel tiqui-taca insegnato dal tecnico e sfrutta il cinismo italiano della "nuova" Roma per far male agli avversari. Obiettivo del 2012: oltre all'undici titolare, trovare la forza e gli stimoli per confermare anche prestazione e risultati.

domenica 18 dicembre 2011

Napoli-Roma: le pagelle. Lamela strepitoso, Simplicio utile, Totti porta assist e punti

Le pagelle di Napoli-Roma: 

Stekelenburg 6.5: mezzo voto in meno solo per il gol subito nel finale per mano (anzi piede) di Hamsik. Per il resto almeno tre interventi decisivi, ma soprattutto una difesa che appare ogni partita più tranquilla con il gigante olandese a difendere i pali della porta. Sta anche imparando l'italiano...

Rosi 6: nonostante rientrasse da un fastidioso infortunio e avesse, lungo il suo out, un cliente davvero scomodo come Zuniga, alla fine può sventolare una sufficienza piena. Primo tempo da rivedere, soprattutto in fase difensiva, secondo senza sbavature. Se divenisse concreto anche in zona cross...

Juan 6.5: se è in forma deve giocare. Uno dei migliori in campo a Udine, quasi impeccabile al San Paolo. Tutto dipenderà dal suoi fisico: se deciderà di smetterla con i capricci e girare a dovere, il posto al centro della difesa nessuno potrà metterlo in discussione.

Heinze 7: il modo con cui catechizza Juan alla mezz'ora del secondo tempo, è forse il più bello dei suoi interventi. Comanda la difesa a bacchetta e chiama i movimenti senza sbagliare nulla. Spesso si immola sulle conclusioni dei napoletani anche in maniera scomposta. Solito gladiatore. 

Taddei 6.5: la sua fascia è quella dove si balla di più. In fase offensiva e in fase difensiva. Quando Lavezzi, Maggio e Hamsik scendono lungo l'out sono dolori, ma il gol di Lamela e la maggior parte delle azioni più interessanti della Roma arrivano proprio dalla sinistra.

De Rossi 7: in difesa sarà straordinario, ma il suo posto è a centrocampo, nel vivo dell'azione. Annulla completamente, grazie anche all'aiuto di Greco e Simplicio, la mediana napoletana, che non riesce mai a sfondare. Impossibile chiedergli di più.

Simplicio 6.5: disinvolto. Svolge il suo compitino senza esagerare e facendo sempre la cosa giusta, con il minimo sforzo. Nel finale si toglie anche la soddisfazione di siglare il gol della sicurezza, il secondo in una stagione della quale tutto si può dire, ma non che lo veda protagonista.

Greco 6: sbaglia qualche pallone di troppo, ma dove c'è da picchiare, la sua presenza si fa sentire, eccome.
(35' st Perrotta 6: un tiraccio centrale. Può festeggiare anche lui)

Lamela 7.5: a parte il gol, magnifico, mostra numeri d'altissima scuola. Da promessa si sta trasformando pian piano in totale realtà.  

Osvaldo 6.5: tanto lavoro oscuro in pressione sugli esterni napoletani che gli toglie lucidità sottoporta. Nel primo tempo si mangia un gol "a tu per tu" con De Sanctis, nella ripresa prima spinge in rete un assist al bacio di Totti, poi spreca quello, altrettanto bello di Bojan. E quel dito sulla bocca a chi era diretto?
(26' st Bojan 6: pochi minuti per far impazzire la difesa del Napoli e mettere un pallone d'oro sui piedi di Osvaldo, incredibilmente fallito)

Totti 7: messaggio ai critici: l'ultima volta che la Roma aveva messo punti in cascina c'era il capitano in campo. Leggasi Lecce. Poi due assenze e due ko (Udine e Firenze), e nuovamente punti: uno con la Juventus, tre con il Napoli. Per di più gli assist per De Rossi contro i bianconeri e per Osvaldo al San Paolo indovinate di chi portano la firma?
(43' st Viviani sv: seconda presenza in Serie A. Sempre meglio)


Allenatore, Luis Enrique 6.5: non si sarà italianizzato, ma il gioco mostrato con la Juventus prima e con il Napoli dopo, appare quanto di più lontano dal tiqui-taca. Per la prima volta, però, ogni calciatore sembra schierato nel proprio ruolo et voilà, pensate un pò, arriva anche la vittoria su un campo difficile come il San Paolo. A volte il calcio è così semplice...